Alleniamo l’Inconscio in modo pratico

Facciamo oggi dei pratici esempi su come allenare alla positività il nostro inconscio, ossia quel 95% di noi, di cui parlavo in questo post –l’inconscio si può modificare e migliorare con l’allenamento– che vi consiglio di leggere per capire meglio il tema di adesso.

L’intento è quello di – modificarlo -, uso questo termine azzardato, e voglio spiegarvi un mio sistema. Premetto che le teorie sono infinite e il consiglio di un professionista è sempre utile ma ho potuto notare effetti benefici attraverso questo mezzo e poche controindicazioni che vi spiegherò. Il mezzo è semplicemente quello di parlare a se stessi e soprattutto CONsiderarsi amandosi.

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Abbiamo un inconscio pieno di cose non-sane per noi, e nemmeno per altri in verità, pieno di paure, di preoccupazioni, di ingiustizie, di moralismi inutili e diversa altra “immondizia” che, per il nostro benessere, dovremmo eliminare o trasformare. Come vi dicevo è con l’allenamento che si ottiene questo e, facendo leva sul fatto che l’inconscio è abitudinario, possiamo raffigurarlo come un vaso pieno di acqua blu nel quale noi mettiamo ogni giorno gocce di acqua limpida. Con il passare del tempo quest’acqua diverrà sempre più chiara, fino a diventare tutta trasparente proprio come le stille che noi ci stiamo facendo cadere dentro.

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L’inconscio, in fondo, è davvero come un grande contenitore.

Bene, ma come si mettono queste gocce?

Innanzi tutto ripeto che non ci stiamo rivolgendo ad un nemico bensì a noi stessi, l’inconscio siamo noi e nessuno ha colpa se oggi è pieno di spiacevoli “memorie” che condizionano la nostra vita. Amiamoci dunque e amiamolo. L’ingrediente principale di questo esercizio è tassativamente l’Amore. Queste gocce dovete metterle con il cuore e non con il cervello. Dal momento che dovrete parlare e ripetere diverse citazioni fatelo con le vostre emozioni, con il vostro petto e non con la testa.

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Una delle prime regole è senz’altro quella di volgere al positivo le affermazioni che vogliamo andare a ficcare dentro all’inconscio perciò non dovremmo mai usare termini spiacevoli, negazioni o parole che incutono paura, preoccupazione, rabbia, angoscia, etc.

Il fatto però è che non possiamo modificare tutto in una volta e, affinché si riesca a riconoscere cosa dobbiamo cambiare in quel momento, siamo obbligati a citare la particolare memoria che ci infastidisce. Come un appello in classe. Prima nominiamo distintamente il ricordo antico, osserviamo dov’è e poi decidiamo cosa farne di lui.

Poniamo l’esempio ch’io abbia paura di viaggiare anche se mi piacerebbe, non so nemmeno io perché questa cosa mi spaventa ma non m’interessa in questo momento.

Innanzi tutto chiamerò all’appello questa mia paura che, attenzione – è conscia -; è il motivo ad essere dentro all’inconscio, perciò quasi introvabile.

I primi giorni la dovrò nominare anche se questo può provocarmi momentaneamente dolore, un dolore però subito sostituito e comunque cullato da una prospettiva piacevole.

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Mettendomi nella posizione che preferisco dirò quindi, a voce alta ma con il cuore, concedendomi uno spazio durante la giornata, rilassandomi e concentrandomi allo stesso tempo

Se io non avessi paura di viaggiare conoscerei il mondo – e la ripeterò tre volte.

Subito dopo, dirò invece per altre tre volte una frase molto piacevole come ad esempio

Io sono al sicuro, io sono energia pura, io amo il mondo e il mondo mi ama -.

Queste affermazioni le reciterò per tre giorni, per due volte al giorno almeno.

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Passati i tre giorni modificherò le frasi. Ormai la mia paura di viaggiare è stata riconosciuta e ha risposto – Presente! – perciò posso evitare di nominarla ancora e dire invece l’esatto contrario come se già fosse avvenuto ossia

Io, piena d’amore, esploro la vita che mi circonda e mi riempio di meraviglia ed entusiasmo – sempre per tre volte

e poi di nuovo la frase – Io sono al sicuro, io sono energia pura, io amo il mondo e il mondo mi ama -. Quotidianamente e almeno due volte al giorno anche in questo caso.

Come vedete, ora, parole negative non ce ne sono più.

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Andrò avanti ripetendo le ultime due frasi per una settimana, ci vogliono davvero pochi minuti e non mi aspetterò la risoluzione di quello che io considero un problema. Io sto soltanto prendendo delle gocce di acqua cristallina e le faccio cadere all’interno del vaso. Non mi catapulto nel futuro, rimango nel presente, pian pianino, modificando questo mio “adesso” si trasformerà di conseguenza anche il mio futuro.

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Questo esercizio è possibile farlo con qualsiasi tipo di paura o di preoccupazione ma, come vi dicevo a inizio post, ci possono essere delle controindicazioni. Niente di grave ma è giusto ch’io ve le esponga ugualmente.

Può capitare infatti che risvegliando alcune sensazioni che a noi recano panico, esse, come piccoli demoni, per poter uscire, ci passino davanti spaventandoci (sono solo sensazioni ovviamente). Potrà capitare quindi che un giorno non ci sentiamo al meglio della forma, oppure ci venga da piangere, o ci sentiamo spossati o con un po’ d’inquietudine addosso. In realtà, tutto questo è positivo anche se può non sembrare perché il pianto, la stanchezza, i dolori, sono tutte “tossine” che fuoriescono da noi per lasciare però il posto al bello che vogliamo infilare dentro. Quindi non preoccupatevi. Anche perché, nonostante io sia convinta che si possa trattare ogni forma di sgomento con questo sistema, è naturale che per le fobie gravi o considerate significative esistono persone qualificate e in grado di aiutarvi al meglio.

Dico questo con gioia perché, negli ultimi anni, ho potuto rendermi conto come chi lavora per aiutare la nostra mente ha un concetto molto diverso rispetto ad un tempo. C’è più spiritualità nel loro metodo, più voglia d’insegnare a connettersi con l’energia universale e addirittura con Madre Terra quindi non abbiate timore di rivolgervi a specialisti (se vi duole un dente mica ve lo curate da soli giusto? E la stessa cosa vale per quei mille pensieri che ci aggrovigliano il cervello). A casa però, potrete ampliare il loro lavoro agendo anche voi dal canto vostro senza rimanere impassibili aspettando che solo gli altri facciano.

Non sto esagerando parlandovi di professionisti qualificati a lavorare per il bene della nostra mente e del nostro inconscio. Certi traumi rimossi, magari nella nostra infanzia, anche se piccoli, con l’andare degli anni possono trasformarsi in disturbi molto fastidiosi come l’ansia, la depressione, lo stress. Problematiche che di certo non ci permettono di vivere in serenità facendo fluire la vita felicemente fuori e dentro di noi.

La nostra vita dobbiamo costruircela noi e costruirla al meglio, gli altri al massimo, possono tenderci la mano ma dobbiamo noi muovere i nostri passi. Come dico sempre, il movimento (anche se dell’immaginazione) è vita. E’ la staticità (anche se solo immaginaria) che non va bene.

Detto questo non mi rimane altro che augurarvi…

Prosit!

ph dionidream.com – blog.libero.it – essere sani.pianetadonna.it – ilgiardinodeilibri.it – disabilinelcorpoabilinelcuore.wordpress – storie di coaching.com – cleopa.it

3 pensieri su “Alleniamo l’Inconscio in modo pratico

  1. Mi piace, fra le tante altre cose, il concetto del movimento. Dobbiamo noi muovere i primi passi. Se generalizzassimo e lo applicassimo a tanti aspetti della vita e della quotidianità, credo che molte cose funzionerebbero un po’ meglio.

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    • Ciao SM! Il – movimento – è fondamentale; è vita. Un continuo, perpetuo movimento. Anche quando si sta male e si soffre c’è comunque un movimento che spesso può portare ad una sorta di rinascita. Perciò lo considero alla base. Grazie per questo tuo commento e hai proprio ragione. Il problema secondo me è che a volte “muoversi” comporta il prendere delle responsabilità e allora si preferisce star fermi e rimanere a guardare come si evolvono le cose. Non è una critica, si sta fermi per paura e la paura non si può giudicare ma forse è proprio muovendosi che s’impara a superarla e a capire che forse non è poi così tiranna nei nostri confronti. Buona giornata!

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  2. Molto spesso, per esperienza personale (nulla più), si tratta solo di fare il primo passo, di muoversi, di partire, poi il resto vien da solo.
    Certo, ci sono gli ostacoli e le battute d’arresto. Ma iniziare è critico.
    Grazie a te, buona giornata!

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