Cosa avrò e cosa non avrò

Le regole del chiedere

Ancora non vi ho detto perché dovremmo chiedere, ma intanto le butto lì:

  1. Non avrai ciò di cui credi di aver bisogno.
  2. Non avrai ciò che vuoi, avrai ciò di cui hai bisogno.
  3. Avrai ciò che sei non ciò che chiedi.
  4. Avrai ciò che vuoi devi solo crederci.

Avere, ottenere e leggi a contorno

Che macello! Chi ci capisce qualcosa?

Insomma… cosa avrò e cosa non avrò?

Vediamo di fare un po’ di ordine pur essendo un discorso molto difficile da spiegare. Partiamo dal presupposto che potremmo, in teoria, avere tutto ciò che vogliamo.

Così dicono le leggi dell’Universo e così dicono le Leggi dell’Attrazione che si stanno facendo conoscere sempre più ma… in teoria appunto. In pratica la cosa è molto più incasinata. Oppure, di una semplicità così assurda da risultare inconcepibile.

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Chi ci governa?

Siamo governati dall’Universo (siamo anche composti dalle sue stesse sostanze), dalle sue energie, dalle sue forze e da tutto ciò che gli appartiene come anche, in piccola/grande parte, da quello che noi emaniamo.

Credo a questa cosa; credo che viviamo in base alle nostre scelte e che diventiamo, in forma concreta, la trasformazione fisica dei nostri pensieri e delle nostre emozioni. Se sviluppiamo pensieri positivi o emozioni positive, la nostra giornata sarà positiva. Sembra semplice.

Eraclito diceva – Ogni giorno, ciò che pensi, ciò che fai e ciò che scegli, è quello che diventerai -.

Sta quindi di fatto che ci formiamo, ci modifichiamo ogni giorno, ogni momento, in base a quello che mandiamo nell’atmosfera intorno a noi, che si mescola col tutto e ci ritorna come in un cerchio perfetto.

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A questo punto, se io desidero un qualcosa, se mando in questa atmosfera un mio sogno, l’Universo dovrebbe cogliere la mia richiesta e accontentarmi eppure, non sempre accade così.
Perché? Per prima cosa desiderare è un po’ come sperare che ciò avvenga e, come vi avevo già spiegato in passato, finché continuiamo ad emanare “speranza” ci ritorna solo… speranza. Cioè attesa.

Dovremmo essere più certi, più sicuri. Dovremmo cambiare l’Attesa in Azione. Dovremmo volere anziché desiderare. Senza paura di andare contro le regole dell’uomo e del bon-ton che ci hanno sempre insegnato a dire – vorrei – e non – voglio -.

Avere più fiducia nell’Universo, nella vita, e convincerci che tale cosa è già fatta, è già accaduta. Esiste già. La cosa più importante però, ed è quella sulla quale voglio basare oggi il mio post, è il senso di bisogno che si prova al momento della richiesta. È naturale. Uno chiede ciò che non ha e che gli serve, mica chiede qualcosa che sa già come ottenere o che già possiede. Ebbene, è da sapere che l’Universo, considerandoci parte di esso (e non possiamo dire di non esserlo), ossia suoi figli, ci considera di conseguenza Esseri Divini. Composti della sua stessa perfetta materia. Vale a dire, una divinità, e una divinità, non ha bisogno di nulla. Una divinità vive senza bisogni.

La domanda quindi che viene espressa non troverà nessuna risposta finché è vissuta come un – bisogno -. Vedete, nel momento stesso in cui noi esplichiamo all’Universo che vorremmo la tale cosa, degli strani ed invisibili meccanismi iniziano a muoversi come le rotelle di un marchingegno affinché la possiamo ottenere, ma essa arriverà soltanto quando capiremo che la vorremmo come un di più (come cosa già realizzata) e non come una necessità. Purtroppo è così. L’Universo non concepisce i nostri stessi bisogni.

Facciamo un esempio: Pincopallino ha paura dei cani. Chiede fortemente sempre di non incontrare mai un cane sul suo cammino. L’Universo lo accontenterà ma prima, a modo suo, gli risponderà – E’ bene che tu non abbia paura. La paura non è un’emozione che può farti del bene quando diventa terrore perciò non è concepibile da me -. Sarà così che a Pincopallino può capitare di avere a che fare proprio con dei cani. Solo quando la sua paura cesserà egli non avrà più a che fare con i cani. In realtà non è l’Universo a punirlo ma è proprio Pincopallino che materializza l’incontro con il cane continuando a pensare a lui e giudicandolo (averne paura significa anche giudicare).

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Proprio come dice la terza regola che vi ho scritto all’inizio – avrai ciò che sei (cioè un essere divino che ha paura dei cani quindi come tale deve superare questo timore) non ciò che vuoi (cioè non: incontrare mai un cane) –.

Ci sono persone che, a causa delle loro paure, diventano ansiose, stressate, malvagie, creano dentro malesseri veri e propri. Tutto questo l’Universo non lo accetta assolutamente. La paura dei cani comporta l’aver paura del morso (cinofobia), dell’aggressività quindi, dell’imprevedibilità, paura di non saper gestire una situazione, credere di meritare il male, tutte situazioni non consone alla natura dalla quale siamo stati creati e che non le vuole. L’Universo vuole solo la nostra felicità e usa qualsiasi mezzo per darcela. Ecco perché a Pincopallino prima quindi darà quello di cui secondo Lui “ha bisogno” (seconda regola); lo renderà forte, lo renderà invincibile, lo renderà divino come già è e, solo dopo, darà lui ciò che chiede, si, proprio quando a Pincopallino non servirà più. Non avrà più paura dei cani.

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I mezzi che l’Universo userà per rendere “sano” (felice) Pincopallino sono infiniti e spesso possono essere letti da noi anche come sconvolgenti. In realtà, è un perfetto sblocco della situazione. Una sorta di purificazione che prepara ad una nuova rinascita. Quante volte si è sentita la frase, inerente alla fecondazione di una donna che già ai tempi dei nostri nonni, recitava – Rimarrai incinta quando non ci penserai più! -. E’ successo a tantissime donne, davvero molte. Per loro, avere un bambino era una sorta di bisogno. Per carità, un bisogno buono, positivo, ma pur sempre un’esigenza, fosse anche solo quella di poter amare un’altra creatura e l’Universo questo non lo condivide. Non vuole si sentano mancanze. Nel momento stesso in cui esse si stancavano di quella inutile attesa, che per giunta le faceva anche soffrire, zack… ecco che rimanevano incinte. Ad un signore che conosco è persin capitato che hanno dichiarato sterile la moglie dopo aver provato a diventare genitori per ben dieci anni. Alla fine, quando ormai l’orologio biologico stava avanzando senza pietà, hanno adottato una bellissima bimba dell’Ecuador e sapete cos’è successo dopo un anno e mezzo? Che la sterile signora è rimasta incinta. Grazie all’arrivo della vivace ecuadoregna, i due appagati, non sentivano più il bisogno della genitorialità. Ecco perché è arrivata la figlia biologica.

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– Un miracolo! – si è detto al loro paese. Si. Miracoli. Così si possono chiamare. In realtà, qualcosa accade affinchè avvengano, nonostante ci lascino poi senza fiato. Provare il senso del bisogno, quando di vero o vitale bisogno non si tratta (anche se lo si sente tale), per un qualcosa che appagherebbe semplicemente delle nostre paure, o delle nostre voglie, non è contemplato dall’Universo. – Non avrai ciò che cerchi, avrai ciò che sei – perché è quello che sei dentro che otterrai. Perché solo se sei gioia otterrai gioia, solo se sei ricchezza otterrai prosperità. Al di là di quello che chiedi. Se cerchi un compagno/a, ma in te c’è solo attesa, o peggio ancora la convinzione di non trovarlo/a perché ti consideri brutto/a, sarà inutile che continui a chiederlo.

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C’è tutto per tutti in abbondanza. Bisogna solo volerlo. Senza porsi dei limiti. I limiti sono architetture astratte create dal nostro senso della vita in realtà barcollanti e senza fondamenta. Maschere che ci fanno apparire perfetti. Spesso, per ottenere ciò che si vuole, si soffre parecchio ma poi tutto arriva, ogni cosa a suo tempo. E ricordate, ogni cosa giunge nel momento giusto in cui doveva arrivare a noi, né prima né dopo. Molte volte, quando ormai non ne abbiamo più bisogno.

PICCOLO RIASSUNTO DELLE QUATTRO REGOLE

1- Non avrai ciò di cui credi di aver bisogno = Pensi di aver bisogno di non incontrare cani invece hai bisogno di sconfiggere paure molto intrinseche

2- Non avrai ciò che vuoi, avrai ciò di cui hai bisogno = Vuoi non incontrare cani invece li incontrerai perché hai bisogno di guarire da delle paura

3- Avrai ciò che sei non ciò che chiedi = Otterrai la tua stessa paura, ciò che sei, che provi, e non la tua richiesta.

4- Avrai ciò che vuoi devi solo crederci = Credendo fortemente a ciò che vuoi, dopo esserti purificato, otterrai sicuramente quello che hai deciso di volere.

E ORA CONCENTRATI SU COSA VUOI E NON SU QUELLO CHE NON VUOI.

Prosit!

p.s. = un ringraziamento a Do per alcune correzioni che mi ha suggerito

photo rimescelte.com – plus.google.com – mahadevaevoluzione.it –  pinterest.com – mammaebambino.pianetadonna.it – tuseiluce.altervista.com

8 pensieri su “Cosa avrò e cosa non avrò

    • Grazie a te per queste parole! Si, hai ragione, è un discorso difficile da capire e soprattutto da spiegare. Ho messo in questo post parecchio impegno e capire che alla fine è risultato comprensibile è davvero un sollievo infatti ho ringraziato all’ultimo anche un amico blogger che mi ha aiutato un pò a suddividerlo. Una serena giornata anche a te.

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  1. Grazie Meg cara per le tue parole che sono sempre illuminanti e fonte di ottimi dritte e consigli.
    Come mi piacerebbe riuscire a mettere in pratica, anche per solo per una decima parte, quel che ci hai insegnato.
    Un abbraccio e un sorriso, cara Meg
    Ondina 🙂

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    • Ondina! Ciao! Quando arrivi è sempre un piacere! 🙂 Ma grazie a te! Guarda, posso dirti che sono concetti davvero semplici, molto più difficili da dire che da fare anche se è vero che ci vuole molto impegno ed essendo che non ci siamo abituati appaiono davvero ostici però possibili! E comunque, solo per il fatto che sei qui e li leggi, secondo me, vuol già dire qualcosa. Ti stringo forte anch’io e ti auguro una giornata splendida.

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