ERNIA DISCALE: unica soluzione – intervento chirurgico -, ma forse ci sono altri rimedi – parte 2°

Continuazione…

fitnessisland.it

Come PRIMA COSA dovevo ringraziare quel dolore giunto a me per insegnarmi a vivere meglio. Lo so che può sembrarvi assurdo ma, a suo modo, quell’Ernia mi voleva far capire che dovevo valutarmi di più, farmi rispettare di più e amarmi molto di più, sopra ogni cosa, perché sono un essere perfetto e divino, figlia dell’Universo, e nessuno ha il diritto di farmi credere il contrario. (Questo vale per tutti ovviamente).

Sapete bene, come vi dico sempre, che: ogni sintomo e’ un messaggio.

Mi venne quasi da ridere. Ringraziare e amare quella dolorosissima Ernia? Mi aveva quasi ammazzato e dovevo dirle – Oh grazie! Grazie! Ti amo tanto! -. Si. Assolutamente. A lei non importa che mi crediate, tanto lei mica soffre. E bisogna anche farlo seriamente, dal più profondo del nostro cuore, perché non siamo ciò che diciamo ma siamo ciò che realmente proviamo. Quindi, se non modifichiamo seriamente la nostra parte intrinseca (e di conseguenza quella molecolare) è inutile che raccontiamo delle bugie a noi stessi.

SECONDA TAPPA – ripercorrere la mia vita dall’infanzia.

Ogni malattia che ci colpisce, ogni dolore, ogni patologia che arriva a noi, secondo le teorie che studio, giungono come risultato di ricordi e memorie che riportiamo dall’infanzia. Cosa vuol dire? Vuol dire che un trauma subito, oppure anche solo un’abitudine contrastante il nostro benessere olistico, vissuti durante i nostri primi anni di vita, non ci abbandonano e crescono con noi divenendo sempre più grandi, fagocitando la nostra esistenza per poi manifestarsi insopportabili e di grandi dimensioni quando meno ce lo aspettiamo. Accade questo perché li alimentiamo convinti di essere nel giusto mentre invece stiamo facendo del male a noi stessi a causa di mille fattori: paura, giudizio degli altri, pregiudizi, rivendicazioni, rabbia, timori, moralismi, etc…

Attenzione, quello che noi definiamo come trauma non è uguale per il nostro inconscio. Il termine “trauma” significa, nella nostra lingua, un qualcosa di molto negativo che viviamo, un fenomeno che incide sulla persona dall’ampio volume. In realtà, anche ciò che consideriamo di piccolo valore, per la nostra parte intrinseca può essere un trauma. Ad es. Una presa in giro da parte dei compagni a scuola, cosa solita alla quale tutti siamo abituati e tutti abbiamo vissuto, può essere considerato un trauma per il nostro inconscio e tale choc inizierà a vivere in noi prendendo le sue forme e gestendo le nostre azioni future. Senza che noi ce ne accorgiamo.

Detto questo: perché allora io non mi valutavo abbastanza? Non mi facevo abbastanza rispettare? Non ponevo con determinazione il mio volere?

Da piccola ero forse stata educata ad abbassare sempre la testa in segno di rispetto a chi era più grande di me? Ero stata picchiata e sgridata in modo troppo violento essendo solo una bambina? Mi era forse stato impedito di dire la mia perché essendo la più piccola della casa dovevo stare zitta?

Badate bene, molto spesso, i nostri traumi sono infidi e maliziosi ossia molto più complessi di quello che possiamo pensare tant’è che, non solo lavorano nell’ombra ma anche all’incontrario e vi spiego come.

Sei stato maltrattato da bambino? No. Però…… Però magari sei stato apprezzato e stimato e amato da tua madre e tuo padre solo se facevi QUELLA COSA GIUSTA (per loro). Vale a dire che quando QUELLA COSA non la facevi non ERI AMATO – CIOE’ NON VALEVI NIENTE – CIOE’ ERI SOTTOVALUTATO – CIOE’ ERI QUASI IL NULLA.

Ci siete? Ora, al di là del mio personale motivo che mi obbligherebbe a scrivere venti pagine di articolo che vi evito, il discorso comunque non cambia, dovete imparare a ragionare da ogni punto di vista senza soffermarvi a quello che può sembrarvi più ovvio.

TERZA TAPPA – perdonare.

Una volta identificato il trauma, o i traumi, e il meccanismo malsano nel quale avete vissuto, ecco che viene spontaneo dare delle colpe a chi ve l’ha fatto subire. Il dolore dell’Ernia che provate vi fa maledire quelle persone, quelle situazioni, ed è la cosa più sbagliata che potete fare.

Andiamo con ordine.

A questo punto avete capito che la causa del vostro malessere sono (stati) i genitori, o la famiglia in generale, o gli amici di scuola, o i maestri, o la società, o un individuo qualsiasi che vi ha fatto del male. Che vi hanno calpestato l’orgoglio, che non vi hanno rispettato, etc… La prima cosa da fare è PERDONARE. Chiunque sia stato.

Ricordatevi che chiunque sia stato, è stato prima di voi vittima di altrettanti traumi e, al 90% non l’ha sicuramente fatto apposta a farvi vivere quelle condizioni.

Immaginatevi una madre che esige che il proprio figlio sia il primo della classe. Secondo voi la sua è cattiveria? No. E’ paura. Paura che quel figlio un domani non trovi lavoro, paura che quel figlio non sia abbastanza stimato, paura che quel figlio un domani muoia di fame… non si rende conto di essere la prima a non stimare quel suo benedetto figlio, il quale vorrebbe vivere anziché essere sempre il N°1, ma non lo fa apposta anzi, è convinta di fargli del bene, di indirizzarlo verso la strada della felicità! Perché questo le hanno insegnato a sua volta i genitori e la società che ha vissuto nella sua epoca. Non ci sono colpe! Se date delle colpe a qualcuno, il vostro dolore non andrà via perché vuol dire che non avrete capito un tubo.

Al dolore non interessa il motivo del perché oggi vivete così, interessa che capiate che siete figli del grande disegno divino e vuole che stiate bene al di là dei bastoni tra le vostre ruote. Di inceppi potrete trovarne altri nella vita, ne eliminate uno e ve ne arriva un altro, se invece iniziate a pensare che la responsabilità (bella o brutta) è vostra, e siete esseri magnifici a prescindere, e avete un grande potere dentro di voi, ogni ostacolo che incontrerete non potrà più farvi del male, non si tramuterà più in dolore.

Allora ripercorsi la mia infanzia e perdonai chi dovevo perdonare e perdonai soprattutto me stessa per aver fatto vivere la mia ME in quel modo per 35 anni senza aver capito niente dalle avvisaglie che la mia schiena, già da una decina d’anni, mi dava.

QUARTA TAPPA – elogiarsi

Inizia la cura. Elogiarsi non significa solo dirsi – Brava Meg! – è un discorso più profondo.

Vuoi scrivere un messaggio a qualcuno ma non ti osi? Fallo. Tu sei onnipotente puoi fare ciò che vuoi.

Vuoi cantare in pubblico e ti vergogni? Canta. Chi può impedirtelo? Nessuno. Se lo impedisci, te lo impedisci da solo e la tua Ernia ti farà un applauso dicendoti – Bene! Visto che non capisci e continui a temere il giudizio degli altri è ovvio che andiamo in sala operatoria e poi… tornerò di nuovo, in un altro punto della schiena, tra qualche anno -.

Tuo marito ti maltratta? Mandalo a quel paese. Se hai paura di rimanere sola vuol dire che ti SOTTOVALUTI e alimenterai l’Ernia, oppure hai paura di rovinare la tua famiglia, di quello che dirà la gente, della sofferenza dei tuoi bambini. Parliamone. Paura, paura, paura. Hai fallito nella vita – Non vali niente…. e così pensando, non eliminerai la tua Ernia.

Comunque, il fatto è che quando fai qualcosa devi congratularti con te stesso/a. Sei stato bravo! Il migliore!

Chiedi aiuto ai tuoi parenti e amici, dovranno complimentarsi con te, senza fingere, altrimenti peggioreranno la situazione e tu dovrai credere a loro, convincitene.

Guardati allo specchio e pensa a quanto sei bello, perfetto, unico e irripetibile anche se hai un gemello.

TU VALI, ripetiti questa frase nella testa e focalizzati su quello che di bello hai fatto nella vita e sulle tue caratteristiche positive.

E aspetta che posterò il terzo articolo perché…. Non è finita qui. Il lavoro è lungo come d’altronde è stato lungo il tempo in cui ti sei fatto logorare dalle cose che non ti hanno portato giovamento.

Prosit!

p. s. = ti consiglio di aspettare prima di iniziare a “curarti”, è bene che leggi tutti gli articoli dedicati a questo argomento che posterò.

photo fitnessisland.it

Un pensiero su “ERNIA DISCALE: unica soluzione – intervento chirurgico -, ma forse ci sono altri rimedi – parte 2°

  1. Pingback: L’Ernia, una simpatica Rottenmeier | Prosit!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...